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pannello informativo la via del sacroI segni del sacro. Un percorso toponomastico” ripercorre i tratti salienti della storia religiosa – la chiesa parrocchiale, le cappelle campestri, i piloni votivi – ma anche sociale ed economica – il filatoio, la fornace e il mulino Cantarana – che lega Sant’Antonino alla frazione montana del Cresto. Un itinerario suggestivo, non propriamente montano e neppure urbano, capace di offrire emozioni e curiosità in entrambi gli ambiti. Forse l’unico in grado di svelare uno dei tratti salienti della storia religiosa del paese, quello di essere stato per molti secoli un paese soggetto alle due preminenti fondazioni monastiche della Valle di Susa: San Giusto di Susa per un terzo del suo territorio (la chiesa minore di San Desiderio ora cappella di Sant’Antonio) e San Michele della Chiusa per i restanti due terzi (la chiesa maggiore ora parrocchiale).
Il percorso (testi e fotografie) è stato realizzato dall'Unitre di Sant'Antonino nell'ambito del progetto MAPforUS (Mapping alpine place-names for upward sociality: mappare i nomi di luogo per una socialità che punta verso l’alto), ideato dal gruppo di lavoro dell’Atlante Toponomastico del Piemonte Montano promosso dall’Università degli Studi di Torini e dalla Compagnia San Paolo di Torino e che ha avuto una durata di tre anni e ha coinvolto quattro diversi dipartimenti universitari, un certo numero di Enti, Associazioni e referenti locali di una ventina di Comuni montani. I risultati delle attività di ricerca sono ora fruibili sul sito web all’indirizzo: https://www.atpmtoponimi.it/mapforus/percorsi. Qui sono state allocate le mappe interattive dedicate a ciascuna delle venti località piemontesi. Accedendo ad esse con il proprio smartphone, se si vuole percorrere l’itinerario, o da pc, se si è semplicemente interessati alla storia dei luoghi, è possibile visualizzare i toponimi georeferenziati e consultare tutte le informazioni complementari: documenti audio e video, materiale fotografico, schedature di oggetti della cultura materiale, ecc. Le mappe riassumono così tutte le conoscenze acquisite relative a quelle borgate e alle loro pertinenze e potranno essere di vantaggio per sostanziare future ricerche di vario ambito, dagli studi preliminari che precedono i progetti di recupero edilizio o ambientale alle cosiddette mappe di comunità, sempre più diffuse in ambito ecomuseale e antropologico.
Il pannello informativo sarà collocato sul lato sud della chiesa parrocchiale insieme alla descrizione storico artistica dell'edifico medesimo.