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archivio parrocchialeUn altro pezzo della memoria archivistica del paese è al sicuro, grazie alla proficua collaborazione tra il Centro Culturale Diocesano – che ha eseguito l’inventario – la parrocchia, proprietaria dell’Archivio Storico Parrocchiale e l’Università della Terza Età che ne ha seguito l’iter e ha contribuito alla parziale copertura delle spese. “Una sinergia preziosa e che in questi anni ha dato ottimi risultati come il restauro della cappella del Cresto e le conferenze culturali sulla storia religiosa del paese – ci dice il parroco don Sergio Blandino – ora abbiamo messo mano al patrimonio archivistico e credo si possano immaginare sviluppi di interesse culturale con pubblicazioni e conferenze”. Al progetto hanno dato impulso il parroco e il direttore dei corsi Unitre, Piero Del Vecchio, che hanno proposto al Centro Culturale Diocesano la collaborazione della giovane Elisa Gallo, santantoninese studentessa del corso di laurea in Scienze dei Beni Archivistici e Librari della facoltà di Lettere e Filosofia, che ha così potuto svolgere il tirocinio formativo. Intervento significativo ma non troppo oneroso: circa 3mila € di spesa, sostenuta per un terzo, in parti uguali, da Unitre e parrocchia. Il ruolo più importante l’ha avuto però il Centro Culturale Diocesano, non solo per il carico economico, ma anche perché ha affidato ai propri professionisti la supervisione della porzione di schedatura effettuata dalla giovane praticante archivista, la sua revisione e il completamento delle restanti operazioni di riordino e inventariazione. Il lavoro è stato poi verificato dalla Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta che ha dato parere favorevole all’inventariazione. “Poco più di un anno di lavoro, anche se non continuativo – ci dice Andrea Zonato archivista dell’Archivio Storico Diocesano di Susa e responsabile del lavoro sull’archivio parrocchiale di Sant’Antonino – che restituiscono 882 unità archivistiche, per un totale complessivo di circa 6 metri lineari di documentazione che testimonia la vita della comunità tra il 1527 e gli anni Novanta del Novecento. Il riordino effettuato consente inoltre di collocare un nuovo importante tassello nel progetto complessivo di tutela degli archivi ecclesiastici, che ha fatto sì che siano ormai inventariati ben 41 fondi parrocchiali sui 65 esistenti in Diocesi. Per Sant’Antonino è emerso molto materiale inedito e interessante. Ad esempio, a testimonianza del rapporto tra la popolazione e la sua parrocchia, sono stati rinvenuti numerosi legati, ossia lasciti testamentari a favore della Chiesa, in denaro contante o in beni immobili, vincolati alla celebrazione di un determinato numero di messe in suffragio dell’anima del legatario, oltre a tutta la documentazione inerente il potere temporale esercitato dal prevosto in qualità di signore del luogo”. Soddisfatta anche Elisa Gallo “per la paziente disponibilità di Andrea Zonato e del Centro Culturale Diocesano – ci dice – che, insieme al parroco e all’Unitre, mi hanno concesso il privilegio di cimentarmi su documenti inerenti la mia parrocchia e assolvere ai doveri dello stage formativo non troppo lontano da casa, ovvero a Susa. Davvero grazie a tutti”. Non meno felice è il presidente dell’Unitre Paola Comolli: “Sappiamo per esperienza che sostenere la promozione del patrimonio storico, artistico e culturale di un paese significa anche lavorare alla conservazione delle sue fonti, orali o documentali. Qui il compito è stato agevole, grazie alla professionalità dei protagonisti, ora lavoriamo alla sua valorizzazione con l’entusiasmo e la tenacia di sempre”.
 
Comunicato pubblicato sui giornali locali, novembre 2011