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rifugio interno pulito.webFinalmente sarà aperto sabato prossimo, 15 ottobre 2016, alle ore 15,30 il rifugio antiaereo del parco dei Medagli in Viale IV novembre dopo qualche polemica su Facebook nei mesi scorsi relativa alla sicurezza dell’accesso al sito e non pochi tentativi in tal senso fatti in passato. Sembra infatti che una richiesta di apertura del rifugio per finalità turistiche, ma anche per esercitazioni antincendio, fosse già stata avanzata a metà degli anni ’80 da parte del Vigili del Fuoco del paese, seguita, nel 2003, da quella dell’Università della Terza Età. Ha avuto maggior fortuna la recente richiesta dei Vigili del Fuoco i quali, ottenuto il consenso dell’amministrazione comunale, eseguono la scorsa estate un primo intervento di pulizia e liberano l’accesso alla porta principale ostruita da detriti e terra. L’amministrazione nei mesi scorsi provvede a posizionare un recinto attorno all’area di accesso, Nei giorni scorsi l’Unitre ha pulito l’impianto elettrico esistente e ne ha posizionato in parallelo uno analogo con illuminazione a basso voltaggio, collocato i pannelli storico illustrativi; i Vigili hanno completato le pulizie del locale e sistemato l’accesso con pavimento adeguato e muretti protettivi. Sabato sarà tutto in ordine e Amministrazione comunale, Vigile del Fuoco del Distaccamento di Sant’Antonino e Borgone e l’Unitre potranno accompagnare i visitatori, a gruppi, per una visita guidata. Alla cerimonia interverrà anche il dott. Nino Boeti, presidente del Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei princìpi della Costituzione repubblicana. Sono consigliati abbigliamento e scarpe comode poiché il rifugio si trova a circa quattro metri di profondità rispetto al piano di accesso ed ha una struttura grezza in pietra e cemento. Sarà certamente una visita interessante, la costruzione del rifugio iniziò nei primi mesi del 1943 e fu completata il 13 luglio dello stesso anno ad opera del Cotonificio Valle di Susa, le dimensioni sono piuttosto contenute – 34 mq – e poteva ospitare un massimo di 100 persone. Era l’unico riparo sicuro dal bombardamento aereo. La struttura è quella standard per edifici di questo tipo: una scala di accesso che conduce alla stanza dove erano collocate le panche per lo stazionamento dei rifugiati, uno spazio toilette, una via di fuga di emergenza che fungeva anche da camino di aereazione. Sono ancora ben visibili una traccia per l’acqua potabile, una per l’illuminazione elettrica e alcuni cunicoli verso l’esterno per l’areazione. Da questo punto di vista, e con queste caratteristiche, è l’unico rifugio antiaereo conservato in Valle di Susa.