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Negli anni più persone ci hanno domandato perché l’Unitre si ostinasse a promuovere il prodotto tipico e la cucina tradizionale mentre la cucina oggi, anche quella della ristorazione locale, sembra non darle molto peso. La nostra risposta è sempre stata la stessa: il Laboratorio della memoria – che è uno dei filoni portanti della nostra attività – ci impone di non trascurare, anzi di valorizzare, quanto di buono, utile e bello i nostri nonni ci hanno lasciato. Cucina compresa. Senza per questo trascurare la cucina moderna ed internazionale, come abbiamo fatto nel proporre corsi di cucina pratica presso i ristoranti di proprietà di Lamberto Guerrer, Sandro Ostorero, Loris Curzola, Paolo Gaido e Carlo Cometto e le serate culturali con degustazione della cucina mongola, araba, indiana, ebraica…e molto altro.
Allo stesso modo abbiamo curato la ricerca e la stesura del testo “Ricette della tradizione valsusina” con la consulenza scientifica di Lamberto Guerrer (gennaio 1997, 60 pp.), poi aggiornato e ristampato nell’ottobre 2000 (96 pp.) con nuove ricette e una proposta dei ristoratori valsusini. Abbiamo organizzato per conto dell’Amministrazione di Vaie una serata di studio sul Canestrello (10 maggio 2001) con l’intervento della dott.ssa Antonella Salvatico ricercatrice presso l’Università di Torino, di Marco Cicerone responsabile Arcigola Slow Food bassa valle di Susa, Mauro Parisio, funzionario della Comunità montana Bassa Valle di Susa e Giovanni Micheletti, funzionario CNA.
Attenzione che proseguì con la collaborazione con la Camera di Commercio, l’Università di Torino e la Regione Piemonte per la ricerca-segnalazione di alcuni prodotti tipici del territorio (degli otto segnalati solo il pane di meliga di Villar Focchiardo e i canestrelli di Vaie furono accolti nel testo) confluiti nell’“Atlante Regionale dei prodotti tipici” pubblicato nell’estate del 2003.
Di grande rilievo pure il Convegno svoltosi presso la Torre di Chianocco il 30 novembre 2002 dal titolo “Una valle golosa, quali prospettive per il prodotto valsusino” con interventi di esperti della Camera di Commercio, Università di Torino, giornalisti di settore, operatori quali Davide Scabin del Combal Zero di Rivoli ed autorità della Provincia di Torino e della Comunità Montana.
L’autunno seguente, all’interno dei “martedì dell’Unitre”, proponemmo un percorso denominato “laboratorio del gusto” durato due anni con dieci incontri di conoscenza delle aziende tipiche della Valle di Susa e di alcuni ristoratori particolarmente attenti a questo settore. Come pure importanti furono le serate sulla “cucina regionale” dove gli stessi soci illustravano il piatto da loro preparato per i commensali, molte le regioni d’Italia rappresentate.
In qualche modo anche iniziative di carattere culinario realizzate nell’ambito della festa del paese “100 pizze, 100 gusti in cento minuti” settembre 2000, “la bruschetta della solidarietà” settembre 2001, “Il grissino è servito” settembre 2002, “dieci metri quadrati di dolcezze” settembre 2004 e di Borghinfesta (2001-2008) sono un contributo alla valorizzazione del prodotto tipico e della sana alimentazione, oltre che al coinvolgimento positivo del pubblico attorno ad un tema sul quale non sempre poniamo la giusta attenzione.