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solidarietàL’attenzione alla cultura e la voglia di cimentarsi in laboratori creativi non ci hanno mai fatto dimenticare di essere fortunati, per cui a partire dalle “Ricette di nonna Amalia” promosse dal CST (Centro Socioterapico di Sant’Antonino) negli anni 1998-2000, dove gli ospiti erano accolti nella sede Unitre o in abitazioni private per un momento conviviale e condividere una ricetta, l’Unitre ha sempre proposto un’azione di solidarietà ai propri soci in ogni anno accademico. Abbiamo sostenuto lo spettacolo teatrale “Chiari di luna” nel 2001, poi rappresentato a Borghinfesta, collaborato per anni al laboratorio “Costruiamo la solidarietà: pigotta, la bambola di pezza” iniziato nel gennaio 2002 d’intesa con la sede Unicef di Torino, così come abbiamo istituito il laboratorio “L’ho dipinto con” in collaborazione con il CST, acquistato una mucca in India attraverso l’Associazione Aseefa. È stata poi la volta del laboratorio di tessitura nato dalla collaborazione con il CST, il Conisa, la Chiesa Evangelica Battista di Sant’Antonino (anni 2004-2009). Laboratorio che ha visto un piccolo gruppo di giovani e meno giovani, abili e diversamente abili, con la supervisione del maestro tessitore Bruno Tessa, avvicendarsi nella produzione di graziosi manufatti poi proposti all’autofinanziamento o ad altre iniziative di solidarietà. L’anno successivo nasce il “laboratorio di solidarietà” volto alla produzione di piccoli oggetti da proporre a Natale o alla festa della mamma e il cui ricavato va ad alleviare le spese per le utenze domestiche delle famigli più bisognose del nostro territorio. Laboratorio a cui si è affiancato, nel 2014, ed è tuttora operativo, quello di “Cuore di maglia” volto a preparare copertine, cuffiette, scarpine e altri oggetti per i reparti di Terapia Intensiva Neonatale di una cinquantina di Ospedali italiani.