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recupero pietra di confine .2.webCollocate nel 1772 da Giuseppe Antonio Balmazza a conclusione di un lavoro di misurazione dell’intero territorio di Sant’Antonino iniziato nel 1768, le due pietre di confine ancora visibili dalla statale 25, da qualche anno erano reclinate verso il terreno con l’evidente rischio di rovinare al suolo. Un’azione congiunta delle due amministrazioni comunali di Sant’Antonino e Villar Focchiardo, patrocinata dall’Università della Terza Età,  ha consentito di ricollocarle nella loro posizione originale. Lunedì mattina (22 ottobre 2018) gli operai del comune, i volontari del Sevizio Civile Andrea Vinassa e Umberto Maritano, insieme a Piero Del Vecchio e al geometra giavenese Augusto Vergnano appassionato studioso del territorio, hanno scalzato il terreno circostante, individuato “i testimoni” della corretta posizione del manufatto, ricollocato le pietre di confine nella loro posizione originale. Si tratta di indicatori di una certa rilevanza, alti un metro e ottanta circa per uno spessore di venti erano interrate per una profondità di circa 70 centimetri e portano sulla facciata l’iscrizione “S.A. 1772” su un lato e “V.F. su un altro”. Si tratta di un’azione di recupero di valenza storica documentale in quanto indicatori ancora utilizzati per la misurazione del territorio – uno di questi è punto geo referenziato – e testimoni del primo accurato catasto descrittivo del territorio. Se ne ha prova visionando la bella e imponente copia a stampa collocata nella sala consiliare. Pietre di questo tipo ce ne sono ancora lungo il confine, alcune sono andate disperse o reimpiegate ma non è escluso che un successivo intervento possa sistemare anche queste.