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Nelle sett2.volantino conferenze internet definitivoemane scorse abbiamo coinvolto la scuola secondaria nell'organizzazione di tre conferenze rivolte a genitori e insegnanti sui temi delle dipendenze digitali, i videogiochi, la pedofilia e l’adescamento online, la privacy e i social media. Conferenze con professionisti di alto livello che saranno riproposte al pubblico e ai soci Unitre nella prossima estate. 
La prima conferenza si è svolta martedì 22 ottobre con il seguente titolo: “Dipendenze digitali, videogiochi, pedofilia e adescamento online”. Nel corso della conferenza, tenuta dal dott. Marcello Di Lella - Agente scelto Polizia della Municipale di Torino – sono stati affrontati i seguenti argomenti: I rischi del mondo digitale per i giovani: catalogazione, percezione della pericolosità e urgenze attuali. Il primo smartphone: c’è un’età giusta? Come incide sulle competenze per la vita dei preadolescenti? Rischi e problemi nel concedere troppo precocemente un dispositivo personale. Il gioco fisico nell’età evolutiva come attività strutturante della personalità; il videogioco come possibile fonte di problemi. L’importanza dei tempi di inattività soprattutto in relazione alla creatività e al futuro lavorativo. Bicicletta o smartphone? Scuola guida, regole e sanzioni. La legislazione italiana e quella europea riguardo a social media e minori (con indicazioni e raccomandazioni per genitori e educatori). Pedofilia online e Grooming: tipologie, aspetti psicologici, modalità e strategie messe in atto dai predatori. Nella seconda conferenza, svoltasi martedì 29 ottobre, con il seguente titolo: “La privacy al tempo
di Internet e dei social media” sono stati affrontati i seguenti temi: I rischi della nostra dimensione digitale.  Il valore delle nostre informazioni. Il nuovo regolamento europeo sulla privacy. Come tutelarci e far valere  i nostri diritti. Relatore: Giordano Berta, Libero Professionista Consulenza e Formazione Privacy - Gestione della sicurezza delle Informazioni – Cybersecurity.
Qui di seguito una breve intervista con la relatrice della terza conferenza – la dottoressa Teresa Legato – psicologa e psicoterapeuta con molta esperienza nella scuola, aggiunta su richiesta dei partecipanti.
La diffusione della tecnologia richiede uno sforzo conoscitivo dato dalla capacità di comprendere cosa sta accadendo nel contesto contemporaneo. Le riflessioni sul tema delineano posizioni antitetiche: si parla di intelligenza o demenza digitale? Opportunità o rischio? Social network come massima esperienza di socializzazione o di isolamento? Le riflessioni sono aperte, così come anche gli studi in merito, ma la sfida più grande è quella di comprendere il significato che l’esperienza digitale ricopre nel percorso di sviluppo individuale e nel quadro dei compiti evolutivi.
La dialettica del dibattito pone di fondo due sostanziali differenze: quelle tra gli “immigrati digitali” - chi ha imparato ad usare la tecnologia in età avanzata – e i “nativi digitali” - ove l’apprendimento dell’uso della tecnologia è avvenuto nelle fasi precoci dello sviluppo.
Le nuove tecnologie ostacolano o favoriscono l’apprendimento?
La tecnologia ha un ruolo progressivamente maggiore all’interno delle pratiche della vita quotidiana ed una conseguenza di ciò è che ad esempio smartphone e tablet sono soggetti a “manipolazione diretta”: ciò significa che il bambino anche con meno di un anno di vita, può interagire con lo smartphone senza dover imparare ad usare un sistema simbolico. Studi recenti hanno mostrato che i media digitali hanno un effettivo effetto sui processi cognitivi, in quanto nell’ambito di tali processi, l’uso intuitivo dei media digitali libera risorse cognitive che possono essere utilizzate in maniera produttiva.
Quali conseguenze per la salute?
Meno univoche sono invece le considerazioni in tema di salute. La luce blu degli strumenti hi-tech interferisce con la produzione di melatonina, sostanza che regola in ciclo sonno-veglia e l’utilizzo dei dispositivi elettronici costituisce elemento di “attivazione” che rischia di non favorire la fase di addormentamento anche nei più piccoli. Per contro, oggi che il contrasto e i sistemi di illuminazione sono migliorati, i danni potenziali in relazione alla vista sono pressoché eliminati.
Un rischio maggiore sembra essere presente nello sviluppo emotivo, poiché proprio perché la capacità di riconoscere le emozioni passa attraverso il corpo, il frequente utilizzo dei social può avere un’incidenza negativa sulle modalità di percezione ed espressione delle emozioni.
Le nuove generazioni: quali rischi?
La dimensione del cambiamento è imponente, se si sceglie di stare fuori da quello che il digitale offre, non è possibile capire il mondo, correndo il rischio di perdere il contatto con le nuove generazioni. Le nuove tecnologie portano con sé dei rischi, ma non tutti necessariamente nel tempo si trasformano in patologie.
  • Internet Addiction Disorder = disturbo da dipendenza legato ad un utilizzo intensivo e ossessivo di internet in tutte le sue forme.
  • “Agiti virtuali” come nel caso del sexting o del cyberbullismo = il sexting indica il fenomeno di invio di messaggi, testi o immagini sessualmente espliciti tramite il telefono o altri mezzi informatici; il cyberbullismo è un attacco offensivo attuato tramite gli strumenti della rete.
  • Fenomeno Hikikomori = coinvolge coloro i quali hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso con alti livelli di isolamento e confinamento.
Qualche suggerimento.
Non rinunciare a trasmettere saggezza; condividere l’esperienza digitale non “lasciando soli”, ma utilizzando la tecnologia come mezzo conoscitivo; interessarsi a quanto accade o non accade nella quotidiana realtà virtuale del figlio in modo da poterne intercettare i bisogni profondi.
 
Di seguito pubblichiamo una bella lettera scritta da una mamma prima di consegnare lo smartphone al proprio figlio, merita un'attenta lettura e una riflessione.