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Ilse Manfrino.webIl Direttivo dell’Università della Terza Età di Sant’Antonino il 14 dicembre scorso ha avanzato all'amministrazione comunale una formale proposta di cittadinanza benemerita alla memoria alla signora Ilse Schölzel Manfrino per l’alto valore civile delle sue azioni in occasione dell’occupazione nazifascista del paese.
Ne riportiamo qui una parte: "Di Ilse Schölzel Manfrino si è detto e scritto molto, non sempre con rigore storiografico. Quello che di lei è certo è l’impegno verso la popolazione in occasione del secondo conflitto mondiale. Sfollata da Torino nell’autunno del 1942, mentre il marito Vittorio – attore professionista – segue le truppe al fronte con i suoi spettacoli teatrali. Conoscendo il tedesco e l’italiano, Manfrino è spesso chiamata a fare da interprete tra le opposte fazioni (partigiani e tedeschi), e generosamente non rifiuta il proprio sostegno a chiunque glielo domandi. Nella sua casa al Cresto gli è capitato di ospitare i partigiani appena scesi dal Colle Bione in cantina e i tedeschi, che nel frattempo avevano deciso di passare a trovarla, attorno ad un tavolo in cucina. Momenti difficili affrontati con coraggio. Aiutò la famiglia Pescarolo, ebrei sfollati da Torino, favorendo la visita di un medico suo conoscente, fu protagonista in occasione delle trattative per l’incolumità del paese e della liberazione dei dieci ostaggi nell’ottobre del 1944 e in diverse altre circostanze. Il suo ruolo di collaboratrice dei partigiani le venne riconosciuto dal CLN regionale e locale. Morì alla vigilia di Natale del 1978 all’età di 64 anni".
 
Il 26 dicembre 2003 fu apposta una targa dall’amministrazione comunale sulla sua casa al Cresto, per ricordare la sua persona ed il suo esempio. L’Unitre pubblicò nel settembre del 2004 un Quaderno della memoria dal titolo: “Ilse Schölzel Manfrino: una vita di spontaneo coraggio”, organizzò un Concerto, il 21 dicembre 2008 presso la chiesa parrocchiale, in occasione del trentesimo anniversario della sua morte e pose un pannello storico biografico sulla parte esterna della sua casa al Cresto il 2 giugno 2014 a 70 anni dai fatti terribili che segnarono la storia santantoninese recente.
 
Il suo riconoscimento, insieme a quello conferito il 28 novembre 2018 dall'amministrazione (su proposta Unitre) alle famiglie santantoninesi Burdino, Pent e Fobini e a Liliana Segre (ancora su nostra proposta) il 18 dicembre dello scorso anno, completa, a nostro parere, il percorso di riconoscimento pubblico verso quanti, consapevoli del rischio a cui si esponevano, non si sottrassero al dovere civico con coraggio e rettitudine morale e intellettuale.
 
Il Consiglio comunale di mercoledì 27 gennaio 2021 approverà la proposta Unitre.